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Piú forti Insieme: innovazione, creatività e collaborazione industriale in Europa

Intervista con Bruno Grandjean il nuovo Presidente del FIM( Federazione delle Industrie Meccaniche - Francia)

Piú forti Insieme: innovazione, creatività e collaborazione industriale in Europa
Oggi, le principali sfide nel settore dell’industria meccanica si affrontano a livello Europeo, basandosi su una collaborazione industriale sempre migliore. In questo contesto, il progetto ‘Industry of the Future’ porterà a vantaggiose partnership, fondate sui punti saldi dell’industria francese, come lo spirito di collaborazione, la qualità, la creatività e l’innovazione.


Quali sono i punti di forza dell’industria francese?

Nel nostro Paese, c’è una forte tradizione industriale, oltre a una cultura di innovazione e creatività. La Francia ha la più grande rete di treni ad alta velocità, un’industria aeronautica e aerospaziale di primo ordine, un’industria automobilistica di grande rispetto e siamo uno dei leader nel settore nucleare... Beneficiamo dell’esperienza a tutto campo e della passione dei nostri ingegneri, tecnici e operatori altamente qualificati così come di un forte settore di ricerca. Non è un caso che la Francia abbia un’eccellente presenza nelle industrie del lusso e dell’aeronautica, due settori di eccellenza.

L’industria francese ha dovuto affrontare la sfida della globalizzazione e ha perso un po’ di terreno. Come tornare a essere protagonisti?

Al centro del progetto Industria del Futuro vi è l’idea che la rivoluzione digitale offra l’opportunità di tornare in gara. L’industria francese deve trarre vantaggio da questa dinamica per tornare fra le 5 nazioni più industrializzate del mondo. Nel contesto del piano “Industria del Futuro” vi sarà un rimbalzo degli investimenti nella produzione e nell’ammodernamento delle fabbriche, con oltre 2000 aziende che si sono unite a questo sforzo potendo contare sul supporto dei nostri centri tecnici.
Lo sviluppo di un’industria additiva francese, come evidenziato dalla joint venture Fives-Michelin, BeAM e Prodways (gruppo Gorgé), è un valido esempio di un ritorno degli investimenti pilotato dall’innovazione. Altri esempi sono Dassault con i jet da combattimento Rafale venduti in tutto il mondo, Alstom, il cui TGV è stato selezionato per collegare Boston e New York, Bolloré con la sua “Blue Car”, un concetto innovativo di auto elettrica e servizio, o Renault che sta rilanciando la produzione dell’Alpine, un’automobile di fascia elevata e un simbolo dell’eccellenza francese.
Le aziende del settore meccanico industriale, che riforniscono tutti gli altri comparti industriali, sono al centro di questo rinnovamento.

L’Unione Europea dovrebbe adottare una politica industriale?

Oggi, l’Europà è diventata il mercato domestico per le aziende industriali nella EU. E’ evidente che molte delle sfide della globalizzazione devono essere gestite a livello europeo ed è per questo che le politiche devono essere coordinate per potere ottimizzare gli investimenti. Quindi, la Francia e la Germania beneficerebbero dallo sviluppo di strategie convergenti nei settori dell’energia o della difesa.
E’ essenziale che l’Europa non abbia standard imposti dall’esterno, specialmente in termini di sicurezza dei dati digitali e dei trasferimenti bancari. Dobbiamo proteggere i nostri brevetti, lottare contro il dumping e raggiungere un miglior livello di interscambio internazionale. Tutti questi aspetti possono essere risolti solo a un livello europeo.

Come si può migliorare la cooperazione europea rispetto all’industria?

Basarsi sull’outlook internazionale di Germania e Italia, insieme alla creatività francese, mi sembra un’idea promettente. Nell’industria meccanica, la cooperazione esiste già. Molte aziende tedesche e italiane hanno sede in Francia e viceversa. Vi sono esempi di successo come SEW Usocome, Schaëffler o Bonfiglioli. L’azienda che dirigo, REDEX, ha sedi presso Stoccarda e a Milano da molto tempo.
Oggi, quasi nessun prodotto è puramente francese, italiano o tedesco, le catene del valore sono integrate e il valore aggiunto viene originato in paesi differenti.
La FIM ha un dialogo costante con l’equivalente tedesco, la VDMA. I programmi Industria del Futuro sono una parte centrale di tale dialogo: il programma Industria 4.0 sponsorizzato dal governo tedesco e il programma sponsorizzato dall’Alleanza Industria del Futuro sul lato francese. La nostra posizione è condivisa dai nostri leader politici, come è testimoniato dall’incontro fra Angela Merkel e François Hollande il 23 Ottobre all’Eliseo, durante la conferenza sulle tecnologie digitali. E’ dimostrato che la competitività dell’industria europea è, senza alcun dubbio, un argomento che avvicina i nostri due Paesi.

Piú forti Insieme: innovazione, creatività e collaborazione industriale in Europa

Bruno Grandjean è l’Amministratore delegato di REDEX, una piccola-media impresa francese i cui prodotti sono esportati in più di 50 Paesi in tutto il mondo, e che è un leader europeo nella ‘meccanica di precisione’, nelle apparecchiature high-tech per l’industria dell’acciaio e dei metalli non ferrosi e per l’industria delle macchine utensili high-tech.
É stato designato come nuovo Presidente della F.I.M.(Federazione dell’Industria Meccanica – Francia), a giugno 2016.
Laureato in ingegneria, alla ‘Stanford University’, Bruno Grandjean opera nel settore industriale da più di venticinque anni. Ha conseguito numerosi brevetti ed è a capo del gruppo REDEX dal 2005.
 

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