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I cuscinetti igus equipaggiano le pergole bioclimatiche Sunilux
I polimeri esenti da lubrificazione abbattono i costi di manutenzione e resistono a condizioni atmosferiche estreme.
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Sunilux, produttore francese di coperture per esterni, ha integrato i cuscinetti in plastica ad alte prestazioni di igus nelle sue pergole elettriche bioclimatiche Solembra. Per garantire l'orientamento fluido e affidabile delle lamelle in alluminio, esposte costantemente agli agenti atmosferici, l'azienda ha sostituito i tradizionali cuscinetti in metallo con i modelli iglidur G e iglidur M250 di igus. Questa transizione ha permesso a Sunilux di offrire una garanzia di dieci anni sui propri sistemi, riducendo drasticamente i costi operativi e di assistenza post-vendita.
Il meccanismo della pergola prevede che ciascuna delle 30 lamelle ruoti su un asse in acciaio inossidabile supportato da cuscinetti a strisciamento e ralle reggispinta. Ulteriori 30 cuscinetti a doppia flangia sono alloggiati in un canale di guida mobile per assicurare la perfetta tenuta stagna della struttura quando chiusa. A differenza delle varianti metalliche, i tecnopolimeri igus contengono lubrificanti solidi incorporati, eliminando la necessità di ingrassaggio manuale e prevenendo l'accumulo di sporco. Progettati per resistere ai raggi UV, alla corrosione e a temperature estreme (da -40°C a +130°C), questi componenti esenti da manutenzione faranno risparmiare a Sunilux circa 20.000 ore di manodopera per interventi di assistenza e 25.000 euro in lubrificanti nell'arco del decennio di garanzia.
Contesto Aggiuntivo
Questa sezione fornisce un contesto tecnologico e di mercato non esplicitamente dettagliato nel comunicato originale.
Nel settore dell'architettura per esterni e dell'outdoor living, le pergole bioclimatiche rappresentano una soluzione in rapida espansione, in quanto consentono la regolazione passiva del microclima controllando luce, ventilazione e protezione dalla pioggia. Tuttavia, i complessi meccanismi cinetici esposti all'aperto affrontano sfide tribologiche estreme: l'escursione termica giornaliera, combinata con umidità, polvere e piogge, provoca un rapido degrado dei lubrificanti liquidi convenzionali (noto come fenomeno del "dilavamento"). L'impiego di tecnopolimeri tribologici autolubrificanti elimina la formazione di impasti abrasivi (composti da grasso e polvere ambientale) che tipicamente bloccano i sistemi metallici tradizionali. Questo passaggio dai metalli lubrificati ai polimeri a secco sta diventando uno standard ingegneristico cruciale per tutte quelle applicazioni outdoor – inclusi i sistemi di inseguimento solare (solar tracker) e le macchine agricole – in cui la manutenzione manuale risulta economicamente proibitiva o fisicamente complessa.
Edito da Lekshman Ramdas, redattore di Induportals – adattato dall'IA.
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